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Penisola del Coromandel

Dopo Auckland, e la prima notte trascorsa in un Bed & Breakfast perche' ci eravamo persi, ci dirigiamo a est, non avendo all' inizio l' intenzione di fare la penisola, ma poi ci siamo muniti di coraggio, senza sapere a cosa andavamo incontro, perche' di proposito non ci interessiamo dei dislivelli, e' meglio non saperli!

Arriviamo a Miranda, dove per la prima volta dormiamo in tenda.

Ci aspettiamo un bel paesino lungo la costa al mare, magari con un Caffe' e un supermercato, e tutti contenti di essere finalmente arrivati, dopo una splendida giornata pedalando lungo il mare, scopriamo che a Miranda non si puo' comprare niente, a parte barbabietole e fagioli in scatola e pane congelato, nel "negozio" del campeggio. La nostra salvezza e' un take away all' angolo del campeggio, ma non e' sempre aperto! Alla fine ci fermiamo 2 giorni per recuperare le forze.

La penisola del Coromandel si rivela una sorpresa, dietro a ogni curva c'e' una baia splendida, il profumo del mare e' intenso, il canto degli uccelli una musica dolce che ci accompagna, pedaliamo col sorriso sulle labbra, e io mi sento proprio una prediletta di Dio.

Mi chiedo perche' mi dia cosi tanto. Viaggiare e scoprire le sue meraviglie vuol dire anche rinuncia, sia materiale che affettiva, essendo lontano dalla propria famiglia, a cui penso sempre pedalando.

A Colville, un paesino di qualche casa, un caffe' e un negozio di alimentari facciamo provviste per almeno 4 giorni, che poi dobbiamo razionare per 5.

Troviamo un campeggio tutto per noi, e il giorno dopo, iniziera' una strada sterrata, all' inizio di ghiaia fine, che poi diventa grossa, e pedalare sara' impossibile. Sembrera' strano, ma e' sempre meglio pedalare che spingerla la bicicletta, perche' pesante com'e', bisogna sempre tenere premuto il freno. Tutta la penisola e' un sali e scendi dalle baie, ed esausti ma contentissimi arriviamo alla prima tappa, "Port Jackson" , dove il campeggio e' davanti a una spiaggia deserta, piantiamo la tenda, facciamo una doccia fredda, una bella cenetta, e poi dormiamo sotto un cielo stellato.

Facciamo conoscenza con Paul, un ragazzo olandese che viaggia come noi in bicicletta, dorme sotto un' amaca, va a pescare per mangiare, ed e' matto come noi, perche' per 4 giorni ha aspettato qualcuno pronto a fare un sentiero di 14 km. con la bicicletta, perche' per raggiungere la parte orientale della penisola, non c'e' altro modo. Ci informiamo, e l' impresa sembra fattibile, ma dobbiamo aiutarci a vicenda a spingere la bicicletta.

La mattina, dopo colazione e dopo aver visto decine di delfini giocare nel mare, partiamo, e ce la facciamo. In 3 cerchiamo di ridere un po' di piu' e ci facciamo forza a vicenda, anche se siamo ai limiti delle forze. Arriviamo a "Stony Bay" molto tardi, io mi prendo il vasetto della nutella e me la mangerei tutta, ma mancano ancora 2 giorni............, Paul si cerca 2 alberi per la sua amaca, noi piantiamo la tenda di nuovo al mare, una doccia fredda, una cenetta e a letto.

La mattina dopo troviamo 2 arance davanti alla tenda, il buon mattino di Paul, un ragazzo veramente buono, da cui impariamo molto su come ci si arrangia nella natura. Rimaniamo con lui ancora 2 giorni, poi le nostre strade si dividono, peccato, ci dispiace, ma speriamo di incontrare ancora persone come lui!

 

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