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Isola del Sud, Golden Bay, Nelson National Park

Ciao,  eccomi di nuovo,  dopo tanto tempo! 

Dopo la traversata col traghetto,  arriviamo a Picton,  e siamo cosí felici di essere di nuovo nella natura e ad avere di nuovo il mare come compagno di viaggio.

Ma oltre al mare e alle foreste tropicali lungo tutta la costa occidentale, avremo sempre con noi 2 compagni di viaggio che preferiremmo non avere, e capiamo subito perché questi posti sono quasi disabitati. Giá i primi esploratori hanno dovuto arrendersi, sia a causa della pioggia molto intensa, che provoca inondazioni improvvise, sia a causa delle " Sunfly Dracula", delle mosche nere piccolissime, che appaiono di mattina appena spunta il sole e di sera al tramonto.

Sono molto peggio delle zanzare, perché non pungono ma mordono, e attaccano nel vero senso della parola tutte le parti del corpo esposte, non possono volare in alto, quindi mordono praticamente solo le gambe e i piedi, ma con la mia statura riescono a raggiungermi tutta.

Prima di uscire dalla tenda ci dobbiamo mettere lo spray, perché dopo é troppo tardi.

I morsi danno un prurito che dura mesi, e di notte vengono dei veri e propri attacchi, che solo con della crema al cortisone riusciamo a calmare.

Questo per quanto riguarda le "Sunfly", e credetemi, non esagero. La cosa positiva é che non vediamo l'ora di pedalare, perché quando si é in movimento non riescono a MORDERE! 

Tornando alla fantastica natura, arriviamo al nord dell' isola del Sud nel momento in cui iniziano le ferie di Natale dei Nuovi Zelandesi,  e loro non festeggiano come noi andando in Chiesa e mangiando panettone, ma bevendo litri di birra. É molto difficile trovare un posto per la tenda libero, e alla fine ci dobbiamo adattare e fermarci anche se dobbiamo dividere tutto con centinaia di persone. Peccato, ma riusciamo lostesso a fare qualche escursione con la bicicletta in spiagge che ormai sono diventate cosí famose che pure i pinguini e i leoni marini ormai non ci sono più, come a Wharariki Beach. Arriviamo fino a Farewell Split,  una lunghissima striscia di spiaggia lunga 35 km. con un percorso fattibile a piedi solo per i primi 4 km.

Neanche Capodanno riusciamo a trascorrerlo tranquillamente, ma ci facciamo una bella cenetta, con pane tostato e pomodori come antipasto, spaghetti con zucchine, una bottiglietta di vino, e come dessert una barretta di Kit e Kat!

Esausti della gente lasciamo in fretta la Golden Bay, e ci dirigiamo a Motueka,  dove troviamo di nuovo pace. Durante il percorso André si ferma sulle rive di un fiume, dove é permesso piantare la tenda, mi guarda e io tra me penso non vorrá fermarsi quí!? E invece sí,  io mi arrabbio perché giá pensavo a una doccia calda, ma poi alla fine mi diverto. Ci vuole un po' piú di tempo per organizzarsi ma é divertente.

André va al fiume, filtra l'acqua cosí posso cucinare. Poi riempie il catino di plastica che abbiamo con noi per queste "emergenze", un po' di detersivo dentro e si lava.

Io vado alle sponde del fiume, e mi diverto a lavarmi con l'acqua bella fresca. A cena ci saranno patate e carote bollite, con formaggio e prosciutto e pane non tostato, un po' molle, ma cosí buono..........!

Di notte inizia a piovere, e continua fino a mattina inoltrata, ma non ci possiamo arrendere, ci alziamo, andiamo prima dietro ai cespugli, poi al fiume a lavarci la faccia, e il tutto sotto la pioggia, ma ormai riusciamo a ridere sempre. Un bel caffé e passa tutto. Poi nel giro di 5 minuti arriva il sole, mettiamo la tenda al sole e ripartiamo per una lunga giornata, dopo aver fatto provviste per 2 giorni perché non sappiamo se riusciremo a raggiungere o no Murchison. Alle 18.00 troviamo un posto per la tenda, ma veniamo assaliti dalle "Sunfly", e l'acqua la dovremmo filtrare, ma il fiume é inaccessibile,  e continuiamo su una stradina con una segnalazione di un Camping tra 12 km.

La seguiamo, perché ancora 40 km. sono troppi, e finiamo in paradiso, sulle rive del lago Rotoroa. Una pace che raggiunge il cuore, acque limpidissime, una signora sta pescando, la nebbia avvolge tutte le montagne intorno, ma.......inizia di nuovo a piovere, non sappiamo cosa fare, perché iniziamo ad avere freddo, da mangiare ne abbiamo, e decidiamo per un'ostello,  l'unica opzione, a parte quella di piantare la tenda sotto la  pioggia! 

Il giorno dopo raggiungiamo Murchison, il sole splende e facciamo il bucato, appena lo stendo piove di nuovo, e lo stress continua........., metto tutto nell'asciugatoio,  una dormita e il giorno dopo facciamo le borse in fretta e furia sotto la pioggia e ripartiamo per Spring Junction,  dove arriviamo molto tardi, verso le 20.00, non abbiamo piú acqua, e busso alla finestra dell'unico ristorante, dove ci riempiono le borracce poi via verso il Camping, siamo infreddoliti e le calze termiche e a prova d'acqua non hanno tenuto ad una giornata di pioggia intensa, abbiamo fame e prima di tutto ci facciamo una pentola con riso precotto, una scatola di fagioli e un po' di pancetta.

Mangiamo come se fossimo degli orsi affamati, piantiamo la tenda, e inizia a piovere di nuovo, ma il sacco a pelo é caldissimo, e fuori c'é il paradiso, una pianura verde smeraldo e le montagne tutt'intorno si innalzano verso un cielo che non promette buono. La mattina colazione in tenda dopo una lavata alla fontana, e poi il SOLE, che ormai aspettiamo con tanta ansia. Pure André si mette in ginocchio in tenda e "prega".

Del resto, tutta la vita é un'attesa, tutta la vita é piena di alti e bassi. La nostra psiche é messa a dura prova, ma il viaggio continua e non possiamo arrenderci. Non vediamo l'ora di pedalare per scaldarci. Il giorno dopo raggiungiamo Reefton e andiamo di nuovo a dormire in un Camping "DOC", che sono tutti piú o meno dei paradisi, si pagano dai 6 ai 10 dollari, a seconda del "lusso" che offrono, a seconda che ci siano delle toilette e fontane d'acqua, che di solito ha un colore giallastro, ma la bevono tutti e anche noi siamo sopravvissuti.

Una bella cenetta, il Camping é sulla riva di un fiume, come al solito non abbiamo nessun collegamento, per vedere almeno le previsioni del tempo, ma il cielo é blu, e di notte il cielo é cosí stellato che non abbiamo dubbi, il giorno dopo sarà bello, e tutti contenti per aver di nuovo tutto asciutto dormiamo come degli orsetti, ..........fino a quando sentiamo di nuovo un rumore che avvolge la tenda, un rumore che ormai conosciamo e diventa molto forte, saró noiosa, ma é di nuovo pioggia, e la mattina tutto in borsa, pantaloni e giacca antipioggia, smontiamo la doppia tenda dentro, quella fuori la mettiamo tutta bagnata in borsa, la colazione salta, perché vogliamo solo andarcene e proseguire.

Raggiungiamo Greymouth tra pioggia, freddo e vento, e ormai quando vedo il traguardo e il nome della meta su un cartello blu, alzo la mano destra in segno di vittoria, come fanno i ciclisti, sorrido e sono contenta di avercela fatta.

Penso che tutti noi siamo in grado di superare i nostri limiti, e ció mi ricorda cosa ci disse Paul nella penisola del Coromandel: "tutto ció che non uccide rende piú forti"!

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