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Thailandia

Lasciare un paese ed entrare in un'altro é sempre un po' triste da una parte ed é eccitante dall'altra, e il cambiamento lo sentiamo subito. Al confine, caos naturalmente, di nuovo carte da compilare, poi attesa allo sportello, a me danno 30 giorni, e ad André, con passaporto svizzero, solo 15 giorni!

Io ho la testa dura, torno allo sportello e chiedo se é veramente cosí, ma non mi capiscono proprio, e meglio andarcene prima che cambino idea. Con un pó di dollari sono convinta che avrebbe prolungato il visto, ma non si sa mai come reagiscono. 

Vedo con i miei occhi il passaggio tra mani velocissime di un passaporto tra un poliziotto e un "conoscente", sparire in ufficio, tornare, un bel sorriso e il timbro. Il "conoscente" ha il via libera per la Thailandia! 

Noi siamo stanchissimi, il traffico in frontiera é sempre esasperante, vorremmo fermarci in un'albergo che dovrebbe esserci da qualche parte, chiediamo,  ma eccoci benvenuti in Thailandia, il paese dei sorrisi dicono, ma ci rendiamo subito conto che il paradiso é finito.

Qui nessuno parla inglese, e se lo fanno la maggior parte delle volte non capiscono, nessuno ci saluta per strada, nessuno ci da il benvenuto come in Malesia, e la gente ha uno sguardo cupo e triste, sará la vicinanza con la frontiera pensiamo,  ma poi, ci rendiamo conto che é dappertutto cosí. Ad ogni modo, invece di perdere tempo a cercare un'albergo,  decidiamo di continuare per raggiungere la prossima cittá.

Finalmente arrivati, ci fermiamo per provare a chiedere informazioni,  ma niente, non mi capiscono neanche se parlo con mani e piedi, e tutte le indicazioni sono scritte in thailandese. Non riusciremmo a fare neanche 100 metri di piú, e finalmente eccola, una pensione,  per il mangiare troviamo un ristorantino locale, scriviamo sul computer che vorremmo un pó di riso con verdure, lo traduciamo in thai, e la cena é assicurata! Per colazione ci compriamo yogurt e delle sfoglie all'ananas al supermercato della nostra salvezza,  il "7eleven", una catena che giá conosciamo dalla Malesia. Per farci un caffè chiedo un bollitore d'acqua,  e cosí anche la colazione é assicurata.

Prossima destinazione sono le isole di Koh Samui, Ko Pha-Ngan e Ko Tao, e risaliamo quindi la costa orientale, che tranne una cittá,  Hat Yai, ci riserverà quasi una settimana di pedalate lungo una strada che dista solo 1 o 2 km. dal mare, che peró vediamo solo da lontano.

Il tragitto passa da zone molto rurali, e qui la gente é indubbiamente molto piú povera della Malesia. Case di ricchi si alternano a capanne, dentro si puó vedere un solo spazio, fuori tante giare di terracotta per raccogliere l'acqua, immondizia dappertutto, ogni tanto la bruciano, tra gli alberi un'amaca, e una specie di piattaforma con un tetto per ripararsi dal sole non manca quasi mai. Le donne cercano di guadagnare qualcosa improvvisando un baracchino, un paio di pentole, una vetrina, qualche sacchetto di plastica appeso, qualche bevanda e il ristorante é aperto! Noi non abbiamo mai avuto il coraggio di comprare qualcosa, perché non vogliamo rischiare mal di pancia. Non metto in dubbio le leccornie, ma i nostri stomachi non ci sono abituati, e per rifocillarci ci fermiamo sempre dai benzinai, con l'immancabile "7eleven", compriamo acqua fresca, mandorle e arachidi salate, qualche volta patatine giá alle 9.00 di mattina, velocemente in bagno, ci buttiamo l'acqua sul viso e via, perché a voi sembrerá strano, ma pedalando abbiamo sempre un minimo di vento e arietta, é a stare fermi che si sente estremamente il caldo!

Arrivati alla prima delle isole, Koh Samui, siamo proprio curiosi di vedere cosa attira migliaia e migliaia di turisti. La prima impressione non é buona, caos totale al porto, e cani molto aggressivi che ci corrono dietro, ho imparato ad urlare a piú non posso finché si spaventano, e mi fa poi male la gola. Nella tasca posteriore della maglietta ho sempre 2 sassi per i casi piú difficili, ma di solito appena alzo la mano scappano. Ci sono cani in condizioni pietose, ma non ve li descrivo, anche perché ho imparato a non guardare. Qui in Asia ci sono scene per le quali é necessario avere sangue freddo, sia riguardo gli umani sia riguardo gli animali. Ma torniamo all'isola con una delle spiagge piú belle del mondo, Chaweng Beach, sulla costa orientale. Riusciamo a vederla da lontano,  vediamo le segnalazioni (scritte anche in inglese!), ma irraggiungibile, a meno che si pernotti in una resort costosa e lussuosa. Ma non fa niente, per farmi un bagnetto preferisco le spiagge di Lipari, sicuramente piú pulite. Facciamo un paio di volte il giro dell'isola in vespa, e vediamo solo tanto degrado, complessi alberghieri dappertutto, in riva al mare e non, negozi e centri massaggi uno attaccato all'altro, per vivere tutti provano ad aprire un'attività,  ma quando é troppo é troppo, e siamo sicuri che prima o poi ci sará un collasso, ma a chi importa? 

Noi vogliamo fare qualche giorno di relax e decidiamo di pernottare in un piccolo posto con circa 6 bungalow e un ristorante in mezzo. Appartiene a 2 svizzeri, e sará tutto perfetto pensiamo, ma soprattutto abbiamo voglia di mangiare bene. Del bungalow siamo delusi, troppo caro, ma uno dei piú a buon mercato, ma il mangiare é buonissimo. 

La quarta mattina, verso l'1, l'aria condizionata si spegne, sentiamo dei rumori un pó strani, poi qualcuno bussa alla finestra, ci spaventi amo,  io non riesco neanche ad aprire la porta, poi eccolo, davanti al nostro bungalow vediamo le fiamme che stanno avvolgendo il ristorante, bisogna fare presto, non so cosa salvare per primo, i soldi, certo, e poi, prima le borse o prima le biciclette? Ci servono tutte e due, cerco la pila e butto tutto in borsa, corriamo in strada e buttiamo tutto al sicuro, ci chiamiamo a vicenda, abbiamo una paura tremenda che ci succeda qualcosa, e non si sa mai dove si dilaghi l'incendio. Dopo 10 minuti lunghissimi é tutto in salvo, ci abbracciamo e siamo sotto schok, io dico un padre Nostro e un'Ave Maria di ringraziamento, e rimango a lungo sotto schok.

Nel frattempo i pompieri arrivano, e noi andiamo a dormire in un'altro bungalow, cerchiamo di dormire ma é impossibile.

Avevamo previsto un bel giro in vespa all'interno dell'isola, ma proprio non ce la sentiamo, e non vediamo l'ora di lasciare l'isola. Poi raggiungiamo la seconda, Ko Pha-Ngan,  famosa per i suoi Fullmoonparty, che si celebrano sulla spiaggia di Hat Rin Na, ogni notte di luna piena. Arriviamo proprio per caso quella sera, e l'andiamo a vedere anche noi. Tantissima gente, ubriaca e non, musica a tutto volume, di nuovo tantissima immondizia, povero mare e povera spiaggia, sono sicura che piangono dalla disperazione ogni notte di luna piena! 

Per finire andiamo a Ko Tao, la piú bella dicono, la piú tranquilla, e forse é cosí,  ma i posticini piú belli si raggiungono solo in barca, e le resort sono molto care, cosí decidiamo di fermarci dove gli alberghi sono accessibili,  ma anche accompagnati da musica non stop tutta la notte.

Stanchi e delusi delle isole torniamo sulla terraferma, e pedali amo fino alla prossima stazione del treno, dove riusciamo ancora a prenotare 2 posti in terza classe per il treno notturno che ci porterà a Bangkok. Le biciclette le dobbiamo caricare dietro, poi via di corsa dall'altra parte del treno con tutte le borse. Io riesco a malapena a salire, e il treno giá si muove, lo fermano e poi via, Dio mio! Ci sediamo, é l'ultima carrozza, tutte le finestre sono aperte, sul soffitto ci sono i ventilatori, e a ogni fermata la carrozza si riempie di una specie di libellule attirate dalla luce, i locali sono tutti contenti,  le prendono, gli tolgono le ali e se le mangiano, proteine e vitamine dicono.

Io e André siamo gli unici turisti, ce li offrono, ma con un sorriso rifiutiamo. Il treno é troppo veloce e sbanda in continuazione, ma arriviamo sani e salvi nella capitale, cerchiamo un'albergo, una dormita, e poi una passeggiata. Di nuovo caos, negozi, ristoranti ad ogni angolo, tutti cercano di far soldi e molti truffano letteralmente i turisti.

Il giorno dopo visitiamo il palazzo reale e poi partiamo subito, perché per non prolungare e "PAGARE" nuovamente il visto, André deve essere in frontiera nel giro di 2 giorni, altrimenti la multa aumenta.

Quasi ogni giorno facciamo piú di 100 km., perché é difficile trovare alberghi, ma non abbiamo altra scelta. La strada é molto trafficata e la polvere e il caldo ci distruggono, ma poi di nuovo una nuova frontiera! 

Alla prossima! Ciao

 

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