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Italia

 

Finalmente arriviamo in Italia a Tirano, cerchiamo una sistemazione e naturalmente una pizzeria! Siamo contenti di essere scesi un po' a valle con una temperatura decisamente piú mite. Il freddo e gli strapazzi del viaggio iniziano giá a farsi sentire, ma nonostante tutto la mattina non vediamo l'ora di raggiungere una nuova meta, e per i giorni successivi il letto é assicurato dal mio caro nipotino Luca che vive e studia a Edolo. Un ragazzo straordinario, che ci mette a disposizione il suo letto, ci fa pranzi e cenette e tutte le mattine prepara la colazione.

Che bello parlare ognuno dei propri sogni, poche persone si rendono conto di come una "VITA" possa essere appagante.

Anch'io come lui alla mia etá lasciai il mio paese per realizzare i miei sogni, e continuo a inseguirli, diventano sempre di piú, e mi trascinano lungo le vie della terra, non per raggiungere il successo, ma per entrare nel profondo di me stessa, non per mettermi alla prova, ma per raggiungere una pace interiore che mi permette di assaporare ogni momento e di esserne parte.

Ho il sorriso intanto che scrivo e sono felice, ma cari miei, viaggiare é dura, la mente deve tenere duro, le gambe anche se sono stanche pedalano.

Dopo avere trascorso una bella domenica e incontrato mia mamma con il mio fratellino e famiglia partiamo alla volta del lago d'Iseo e proseguiamo verso sud nell'intento di raggiungere il lago di Garda, ma nonostante GPS, internet e computer vari ci troviamo in piena campagna dove scende la nebbia, inizia a piovere e poi a nevicare, e non riusciamo proprio a trovare un posto asciutto.

Con lo stomaco vuoto non riusciamo a prendere una decisione e ci rinchiudiamo a mangiare una pizza.

Io penso, penso e penso, e poi mi viene in mente "Pechino Express", dove i viaggiatori sono costretti a cercare un posto per dormire.

Prima provo in Parrocchia, ma purtroppo non sono autorizzati a ospitare estranei, l'opzione di andare alla caserma dei carabinieri o di mettere la tenda sotto i portici della chiesa con turni di veglia come i militari sembrano le sole alternative, e poi trovo quasi per caso in internet l'indirizzo di una Congregazione di Suore Operaie della Casa di Nazareth presenti a Passirano, il paese sperduto in cui ci trovavamo.

Le chiamo, mi risponde la Superiora, Suor Enza e mi chiede di presentarmi, le racconto la nostra situazione e mi dice di andare da loro, ci aprono, un gruppetto di suore ci accoglie a braccia aperte, ci aiutano a toglierci i vestiti bagnati, li mettono vicino al camino, stendono la tovaglia e danno una zuppa ad André, una tisana e torta al cioccolato a me, ci sediamo attorno a una lunga tavola e parliamo del nostro pellegrinaggio e loro del loro, andiamo in cappella a pregare, ci danno 2 letti per dormire e possiamo fare perfino una doccia calda, la mattina la colazione é pronta, latte fresco di mucca, pane fresco, marmellata fatta in casa, e suor Enza ci prepara perfino la merenda a sacco, poi arrivano i saluti, ricevo una croce della Congregazione e partiamo......

Un'esperienza meravigliosa, una di quelle che saranno sempre impresse in modo indelebile nel mio cuore, un grazie a tutte le suore, un grazie a Gesú di questo immenso regalo.

Ci aspettano strade molto trafficate, non abbiamo molto tempo per pensare, la massima concentrazione é richiesta e qui in Italia sono tutti incuriositi della nostra presenza, i ciclisti ci salutano, Paolo si ferma, ci fa una foto e ci racconta dei suoi viaggi.

Per vedere Venezia ci alziamo alle 4 di mattina, e ne é valsa la pena, siamo quasi soli in Piazza San Marco, poi verso le 9.00 arrivano i gruppi di turisti che mi domando cosa riescano a vedere veramente.

Da Venezia a Trieste non abbiamo molta scelta per quanto riguarda la strada, e la SS14 é un vero incubo, stretta e pericolosa e come se non bastasse il vento inizia a farci compagnia. Momenti brutti, i camion mi fanno tremare rendendomi ancora piú insicura sulla bicicletta, il cuore mi batte forte forte, mi fermo sul bordo stretto della strada, quasi scoppio a piangere, guardo nello specchietto, strada libera, poche pedalate e ad ogni avvistamento di camion mi sposto, ma cara Italia, possibile che non ci sia posto neanche per i pedoni? E le piste ciclabili amici miei sono talmente piene di buchi che conviene usare la strada e ogni tanto poi ci si trova di fronte a voragini vere e proprie e all'improvviso finiscono😂!

L'ultima tappa da Trieste a Kozina in Slovenia segue una ferrovia dismessa e per fare 24 km. ci mettiamo 4 ore di lotta con la bora bora.

Ti saluto cara Italia, dietro alla mia bici c'é la tua bandiera che viaggerá con me..........e spero che un giorno ti renda conto di quanto vali e che imparerai ad avere piú cura di te!

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