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Grecia

La frontiera greca ci ridona il sorriso, ci fanno alcune domande sul nostro viaggio e io ne faccio una a loro: come sono i cani grechi?

Non sono pericolosi mi dicono ma state attenti, se vedete greggi di pecore da lontano, rallentate, perché sicuramente ci sono cani, e cosi sará, La prima impressione della Grecia é bella, tiriamo un sospiro di sollievo e per prepararci alla nuova avventura ci muniamo prima di tutto di 2 bastoni, non si sa mai, ma non li useremo mai, perché la strategia che funziona sempre é quella di scendere dalla bici, restare immobili e muoversi lentamente in avanti, normalmente i cani si calmano e arretrano da dove sono venuti.

Il primo giorno in Grecia abbiamo un forte vento ma ce la prendiamo con comodo, ci fermiamo in un paesino, compriamo un po' di formaggio e salame e poi continuiamo su per le montagne, piene di pascoli e di cani. André é assalito da 4-5 in un sol colpo, io lo vedo da lontano ma ormai so che appena vedranno me correranno nella mia direzione e lasceranno libero André, altri vedono André e ci mettono un po' ad alzarsi, e visto che André é giá lontano scelgono me, poi cerco il pastore e se c'é gli chiedo aiuto, lui fischia e i "cagnolini" rientrano.

 Arrivati finalmente ad Arnissa andiamo a comprare viveri, e chiediamo se é possibile piantare la tenda da qualche parte, nessun problema ci dicono, in riva al lago c' é un parco e non é affatto pericoloso, siamo contenti e troviamo un bel posticino, il cuore é tranquillo quindi niente paura.

Il giorno dopo raggiungiamo Thessaloniki, una cittá pulsante, un lungomare pieno di caffé e ristoranti, seconda cittá della Grecia, un caos di strade strettissime e salite, con periferie peró che sembrano cittá del Far West abbandonate, dove 9 negozi su 10 sono chiusi. Ci riposiamo 2 giorni e poi via, proseguiamo lungomare e godiamo la strada quasi tutta per noi, tra baie tutte per noi, dove trascorriamo 2 splendide notti in tenda, un pastore tedesco bianco ci ha visto da lontano, viene, annusa le nostre borse, ci guarda e poi si sdraia vicino a noi a farci compagnia, ci facciamo un bel caffé, ci sediamo in spiaggia, guardiamo il mare, tanta pace ci assale, non parliamo tanto, siamo felici e basta, una cenetta, 1.000 stelle ci fanno compagnia, entriamo in tenda e da lontano sentiamo i cani abbaiare, ormai ci siamo abituati.

A Nea Karvali c'é una bella spiaggia ma aiuto, i cani se ne sono appropriati, sono vere e proprie bande, non sappiamo che fare, poi davanti a noi un cartello, camping Alexandropolis, entriamo, 10 euro, perfetto, abbiamo tutto, appena partiamo la mattina non sappiamo mai dove arriveremo di preciso, e poi nel giro di qualche secondo tutto é deciso! Purtroppo di notte i cani sono molto attivi e André ha dovuto alzarsi a tirare qualche sasso, ma non é servito a molto.

Lungo la strada passiamo degli ammassi di cemento incredibili, viene costruito dappertutto, senza pianificare niente, e il risultato ve lo lascio immaginare, cittá nelle quali non ci fermiamo neanche a bere un caffé, i prezzi degli alberghi sono altissimi e cosí decidiamo sempre di rischiare e continuare.

Il vento di nuovo contro non ci facilita di pedalare per il Parco nazionale della Macedonia orientale e Tracia (in lingua greca: Εθνικό Πάρκο Ανατολικής Μακεδονίας και Θράκης, trasl. Ethnikò parko Anatolikìs Mekedonìas kai Thràkis, abbreviato ΕΠ ΑΜΑΘ - EP AMATh), che è un'area naturale protetta e situata nella omonima regione della Grecia.

Il parco è stato istituito nel 2008, incorporando le precedenti aree naturali protette del fiume Nestos, lago di Vistonida, lago di Ismarida e loro regioni, al fine di tutelare efficacemente gli habitat e le specie rare di flora e fauna che popolano la zona.

La zona umida e forestale del parco nazionale è una delle più importanti della Grecia, sia per la notevole estensione (930.000 ettari), sia per il grande valore biologico, estetico, scientifico, geomorfologico ed educativo.

 Ci informiamo e chiediamo a chiunque se il campeggio nel parco fosse aperto ma tutti dicono che é chiuso, e grazie alla mia testa dura mi metto a gridare Hallo fuori del campeggio finché arriva qualcuno che ci dice che é chiuso, insistiamo e riusciamo a piantare la tenda e fare una doccia con un tubo!

Uscire dal parco é ancora piú dura che il giorno precedente, il vento ci sbarra di nuovo la strada, vorrei fare tantissime foto, ma scendere ogni volta dalla bici mi crea degli immensi dolori, se pedalo non li sento, ma guai a fermarmi, sará di nuovo il nervo sciatico, ma il riposo é rimandato, mi faccio forza e tengo duro, cerco di concentrarmi alla bellezza del parco, se il paradiso é cosí spero di andarci!

Oliveti, paludi, canti degli uccelli, piantagioni di un verde splendente si alternano al giallo dei fiori della colza, che sprigionano un'odore acre, ai bordi della strada tutti gli arbusti sono pieni di battufoli bianchi, non so purtroppo come si chiamano esattamente, e sulla strada camminano dei bruchi bellissimi, e cerco di fare attenzione per non schiacciarli.
Nella cittadina seguente ci rifocilliamo per poi trovare un posto bellissimo per piantare la tenda, nei pressi di una chiesetta ortodossa splendida che si trova ai bordi della strada.

Stavamo discutendo cosa fare per cena quando arriva un vecchietto a raccogliere le pigne, con un po' di gesti discutiamo un po' e poi ci regala 8 uova, perfetto , cena assicurata!

Sono queste le vere esperienze indelebili di un viaggio, piccole gesta, angoli di mare e spiagge tutte per noi, come se la natura almeno ogni tanto vuole stare con noi per farci sentire i suoi sapori e il suo affetto, forse ci vuole ringraziare per il nostro amore nei suoi confronti,  ευχαριστώ, ελλάδα (efcharistó, elláda), grazie Grecia!



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